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Alghe: un cibo molto amato in Asia e poco noto da noi

In quasi cent’anni di storia non ci è mai capitato di dover cucinare le alghe. Si tratta di una pietanza considerata squisita in Asia (basta mangiare giapponese anche solo una volta) che non appartiene per nulla alla cultura culinaria italiana. Per noi le alghe sono “cose” fastidiose quando desideriamo fare un bel bagno in mare ma ci sbagliamo. E’ ormai comprovato che si tratta di alimenti preziosi per la nostra salute e alimentazione. Ecco perché in Giappone, Cina e Corea si mangiano da secoli e quasi quotidianamente.

Cerchiamo di fare più luce su questo.

Le proprietà nutritive delle alghe

A prescindere dai gusti (a molti italiani iniziano a piacere come sapore), c’è più di un motivo per aggiungere le alghe alla propria alimentazione. Si tratta di cibo ricco di vitamine e minerali essenziali, oltre che naturalmente a basso contenuto di grassi. Nello specifico ne esistono trentamila specie conosciute.

La ragione è che l’alga è stata tra i primi organismi viventi a comparire sulla Terra circa 2 miliardi di anni fa. Ad oggi è dunque uno degli organismi viventi più antichi, per questo nei millenni ha racchiuso in sé moltissimi benefici. Tra i vari, le alghe:

  • assorbono i loro minerali dal mare e questo le rende fonti concentrate di oligoelementi necessari per l’alimentazione umana;
  • aiutano la diuresi dell’uomo;
  • rendono più liquido il sangue.

I media

Le lodi delle alghe sono tessute ormai anche dalla stampa. Secondo l’European Food Information Council, ad esempio:

 

una porzione media di alghe Kombu secche contiene molto più calcio di una tazza di latte. Inoltre le alghe sono ricche di ferro, magnesio, potassio, zinco e vitamina K, e contengono una buona quantità di vitamina E, riboflavina, tiamina, niacina e folati. Inoltre, le alghe sono ricche di fibre solubili, di cui spesso l’alimentazione occidentale classica deficita. Ancora, essendo fonti di vitamina B12, sono utilissime per i vegani e hanno una potente azione antinfiammatoria e antivirale.

Come vengono raccolte le alghe

Che siano di origine marina o di acqua dolce, la raccolta delle alghe avviene manualmente. Il provenire dall’acqua le rende ricche di nutrienti come calcio, magnesio e iodio prendendo dall’elemento liquido minerali e metalli pesanti. Per questo motivo bisogna essere sicuri che le alghe che si stanno per mangiare siano state coltivate in acque non inquinate. E’ un’accortezza davvero importante!

I mari giapponesi purtroppo hanno elevati livelli di inquinamento da metalli pesanti e da sostanze radioattive, quindi è molto meglio comprare alghe di provenienza europea, in particolare quelle che vengono:

  • dalla Bretagna;
  • dalle coste del Mare del Nord;
  • dal Mediterraneo (soprattutto Sardegna);
  • dalle coste rocciose dell’Atlantico.

Una volta tirate fuori, le alghe sono lasciate ad essiccare al sole e poi lavorate. Le si trova ormai anche in Italia nei supermercati.

Le alghe commestibili

Sono solite essere raggruppate in tre macro gruppi a seconda del colore:

  • abbiamo così le alghe brune;
  • quelle verdi e azzurre;
  • quelle rosse.

Tra le alghe brune quelle più conosciute sono wakame, kombu e arame.

Tra le alghe verdi e azzurre ci sono lattuga di mare, spirulina, clorella e klamath.

Tra le alghe rosse, il gruppo con in assoluto il più alto contenuto di proteine oltre che fonte di omega 3 e vitamine del gruppo C, le più diffuse sono l’alga nori e l’alga dulse.

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Come usarle in cucina

Le alghe si possono mangiare a crudo nell’insalata, oppure è possibile preparare una salutare zuppa insieme ad ortaggi e legumi. Se hai voglia di inserirle nella tradizione culinaria mediterranea, puoi aggiungerle alla pasta, nell’ultimo minuto di cottura in modo tale da non perdere preziose sostanze nutritive. Alcune si trovano in polvere e vengono usate come se fossero spezie. Ogni alga ha il suo sapore, più amarognolo o più piccante, oppure più sapido.

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Le alghe ancora non fanno parte della nostra tradizione ma ci sono tanti altri piatti che puoi venire a gustare. Come?

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